Dati disagi sociali

I DATI SUL DISAGIO SOCIALE ED INDIVIDUALE IN ITALIA

In questo spazio abbiamo raccolto alcuni tra i principali dati che possono offrirci un quadro della situazione del disagio individuale e sociale in Italia.
Come vedremo, nella maggior parte dei casi i disagi si sono acuiti negli ultimi anni in concomitanza del cronicizzarsi della crisi, per questo riteniamo che il generale aggravarsi delle condizioni di salute degli Italiani sia strettamente connesso allo stress generato dalla crisi ed a tutte le dinamiche psicofisiche da esso derivanti. Non siamo i soli ad azzardare questo tipo di correlazione tra crisi e malessere, infatti, secondo i risultati dell’indagine “Gli italiani e l’impatto percepito della crisi sulla psiche” condotta nel 2013 dall’ISPO emerge che: il 95% degli intervistati ritiene che la crisi economica e sociale abbiano determinato un aumento delle persone che soffrono di disturbi di vario tipo. Rispetto al duro colpo inflitto dalla crisi alle persone in termini di stress, paura, confusione, incertezza, inquietudine, etc… vi sono state risposte diverse a seconda dello stato di integrità del singolo individuo e del tipo di sostegno familiare e sociale di cui esso gode:

  • Le persone più forti, più sane e dotate di una buona capacità di gestire lo stress e di affrontare le difficoltà in modo costruttivo, hanno pagato un prezzo sostenibile, ovvero un generale senso di incertezza e di instabilità.
    Questo tipo di persone sono tendenzialmente in grado di creare rapporti stabili ed empatici e questo è un fattore di resilienza molto forte in quanto attraverso il mutuo-sostegno siamo in grado di stemperare gran parte della tensione generata dagli eventi stressanti.
  • Le persone con una certa fragilità o predisposizione al disagio hanno sviluppato una serie diversificata di sintomatologia e di patologie: ansia, panico, depressione, difficoltà socio-relazionali, ed altri. Le implicazioni di questi disagi si comprendono meglio se teniamo in conto gli effetti che il disagio dell’individuo può avere sulle persone che lo circondano: basti pensare ad esempio al tipo di ripercussioni che può avere un bambino se uno dei genitori è depresso o se non sa gestire la rabbia.
    Un ulteriore fattore aggravante risiede nel fatto che moltissime di queste persone non conosce la patologia di cui è vittima e quindi fatica ad individuare un professionista ed una cura adeguata.
  • Un terzo gruppo di persone riguarda tutti coloro che hanno cercato di bilanciare lo stress, l’angoscia ed il vuoto generato dalla crisi ricorrendo a qualche sistema di compensazione disfunzionale. Parliamo di modi diversificati ma dannosi di far fronte al disaggio: ad esempio ricorrendo ad eccessi di alcol o di psicofarmaci, a droghe piuttosto che sviluppando dipendenze da gioco, da lavoro, da shopping, etc…

ALCOL: 8,5 MILIONI GLI ITALIANI A RISCHIO, OLTRE 1 MILIONE GLI ALCOLISTI                                                                                                                      In Italia sono 9 milioni i consumatori a rischio di cui oltre 1 milioni giovani dagli 11 ai 24 anni e oltre 3 milioni di ultra 65enni. Si stima che in Italia siano oltre 1 milione gli alcolisti di cui solo 68.000 gli alcoldipendenti in carico ai servizi; l’1% ha un età inferiore ai 19 anni.
Preoccupano soprattutto gli adolescenti tra gli 11 e 17 anni, che non dovrebbero mai consumare bevande alcoliche, i giovani di 18-24 anni con il fenomeno delbinge drinking‘, le abbuffate di alcol, e gli anziani tra i 65 e 74 anni con un consumo giornaliero non moderato. E’ questo uno dei dati che emerge dalla relazione del ministero della Salute al Parlamento sull’alcol.

L’USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI IN ITALIA
Dati relativi all’anno 2013-2014 (primo semestre) Dipartimento Politiche Antidroga – Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Se ci si sofferma sui dati registrati dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) :Considerando la fascia di popolazione che va dai 15 ai 64 anni,siamo al primo posto in Europa (14,3%) per consumo di cannabis nell’ultimo anno; al secondo posto (6,9%), dopo la Spagna (7,6%) per uso della canapa nell’ultimo mese; al terzo posto (32%), dopo la Danimarca (32,5%) e la Spagna (32,1%), per consumo di cannabis almeno una volta nella vita. In tutti e tre i casi (+7,6%, +3,3%, +8,8%) i dati italiani sono sempre ben al di sopra delle rispettive medie europee. Non a caso siamo sempre sul podio, un primato che condividiamo solo con la Spagna.

Per quanto riguarda l’uso di cocaina, nella fascia 15-64, l’Italia è puntualmente al terzo posto per utilizzo nell’ultimo mese (0,7% della popolazione analizzata; +0,2 rispetto alla media europea), nell’ultimo anno (2,1%; +0,9%) e nella classifica di chi ha provato la polvere bianca almeno una volta (7%; +2,7%).

I dati dell’ultima Relazione al Parlamento 2013 sull’uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia, elaborata dal Dipartimento Politiche Antidroga: cala il consumo ma tra i ragazzi è in crescita l’uso di cannabinoidi.
Nel dettaglio i numeri della Relazione parlano di 438.500 tossicodipendenti di età compresa tra i 15 e i 64 anni: di questi 277.748 non risultano essere in trattamento presso i servizi di assistenza dei quali, circa 520.00 dipendenti da oppiacei, 81100 da cocaina e circa 145000 da cannabis.
L’età media dei nuovi consumatori è di circa 34 anni. Le sostanze “preferite” sono per il 74.4% oppiacei, per il 14.8% cocaina, per l’8.7% cannabis.

GIOCO-DIPENDENZA (LUDOPATIA): MEZZO MILIONE DI MALATI, 6MILA GIÀ IN CURA                                                                       Mezzo milione di giocatori patologici– Sono infatti più di 500 mila i giocatori patologici in Italia (dati Cnr), un paese dove in azzardo tra schedine e on line, macchinette e gratta e vinci, ogni anno si spendono 80 miliardi di euro, duemila euro a persona in media. Un record che mette l’Italia tra i prini posti al mondo, unica ad aumentare il numero delle giocate da quando è scoppiata la crisi: più 25% ogni anno, mentre nel resto del mondo cala del 5%.

Più vittime nelle fasce deboli– Quasi la metà degli “schiavi” del rischio (40%) sono pensionati, casalinghe, disoccupati, fasce deboli della popolazione che cercano emozione, compensazioni affettive e soldi per arrivare alla fine mese. Ci sono anche tanti anziani over 65 che un po’ annoiati dalla loro vita da pensionati passano il proprio tempo dentro le sale giochi, conoscendo la ludopatia in età molto avanzata. Sono anche aumentate tantissimo le donne che giocano d’azzardo e che hanno praticamente raggiunto gli uomini, quando fino a pochi anni fa c’era una proporzione di 80 – 20 in favore del genere maschile.
100mila, secondo le stime di Alea, associazione per lo studio del gioco, i minorenni come lui che non riescono a stare lontani dalle slot machine, da partite on line, schedine e numeri. L’avanguardia di un esercito drammaticamente in crescita nel nostro paese, dove un teenager su quattro compra un gratta e vinci a settimana e l’11% è a rischio di gioco compulsivo.

DISAGI PSICOLOGICI IN ITALIA                                                                         Secondo una recente ricerca della Società Italiana di Psichiatria, sono circa diciassette milioni gli italiani con problemi di salute mentale: disturbi d’ansia, depressione, insonnia, disturbo post traumatico da stress. Problemi ai quali, come ha denunciato più volte lo stesso presidente della Sip Claudio Mencacci, non corrisponde un’offerta di cure adatte, visto che solo l’8-16% incontra professionista, e solo il 2-9% ha un trattamento adeguato, fatto di psicoterapia e farmaci. Quelli giusti, però. Perché l’altro tema che la questione della sofferenza mentale porta con sé è il grande abuso di psicofarmaci, cui gli italiani fanno sempre più ricorso: benzodiazepine, ansiolitici e ipnotici, ma anche antidepressivi, il cui uso, nell’anno in cui il Prozac compie 25 anni, è quadruplicato in dieci anni, secondo i dati del Rapporto Osservasalute 2012.
Un crescente interesse sembra essere rivolto alla relazione tra crisi economica globale ed aumento del rischio di sviluppo di problemi di salute mentale nella popolazione.
Paul & Moser (2009) hanno pubblicato una meta-analisi attraverso la quale hanno mostrato la presenza di problemi psicologici (tra cui depressione, ansia, sintomi psicosomatici) nel 34% delle persone disoccupate, rispetto al 16% di coloro che hanno un lavoro.
Un dato molto interessante è quello relativo ad una maggiore sofferenza psicologica dei disoccupati di giovane età e dai 50 anni in poi, rispetto alle persone di “mezza-età” che dovrebbero avere maggiori responsabilità familiari e maggiori pressioni finanziarie.
E’ stata ipotizzata, inoltre, una specifica associazione tra le difficoltà economiche e la sintomatologia depressiva, stante il numero crescente di persone affette da questo disturbo.

La prevenzione primaria e secondaria sono la prima arma, uno strumento attraverso cui si promuovono competenze specifiche, abilità, strategie che possono essere di grande utilità per anticipare il pericolo e gestirlo in maniera efficace “prima che peggiori”. Questo passo non può però prescindere da un momento fondamentale, quello che si basa sulla conoscenza del fenomeno, sul fare informazione, sull’insegnare alle persone cosa sono ansia, depressione e stress, come si legano tra loro, quali sono i fattori che li causano e soprattutto come riconoscerli, a partire dall’ascolto delle nostre sensazioni, emozioni e pensieri.

CONSUMO DI PSICOFARMACI IN ITALIA.                                       Secondo un rapporto dell’Aifa, gli italiani hanno incrementato l’uso di medicinali contro la depressione del 4,5% rispetto al 2004.

In crescita il consumo di antidepressivi da parte degli italiani: il dato è in aumento del 4,5% rispetto al 2004. Questo tipo di farmaci è usato soprattutto dalle donne e, secondo gli esperti, il fenomeno è legato alle conseguenze della crisi economica. E nel 2020, ha avvertito il direttore generale dell’Agenzia del farmaco (Aifa),Luca Pani, “la depressione, dopo le malattie cardiovascolari, sarà la patologia responsabile della perdita del più elevato numero di anni di vita attiva e in buona salute”.

Secondo uno studio della London School of Economics and Political Science pubblicato dal Daily Mail, in tutta Europa, ma specialmente in Italia e in Islanda è aumentato a dismisura il consumo di antidepressivi. Boom nell’uso degli ansiolitici, che ormai sono il quarto gruppo di medicinali acquistati (anche dagli under 25). Con pesanti ricadute sulla spesa pubblica.                                                                       Il Censis conferma che negli ultimi sei anni il consumo di psicofarmaci nel nostro Paese è aumentato del 16,2%.                                                               E secondo l’Aifa (l’agenzia italiana del farmaco) gli psicofarmaci sono diventati addirittura il quarto gruppo di farmaci più acquistati dagli italiani (78,7 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti) e il quinto gruppo per spesa pubblica sul totale dei farmaci prescritti.  E’ assodato che il consumo di psicofarmaci da parte delle donne italiane è pressoché doppio rispetto a quello degli uomini.

STUDENTI ITALIANI I PRIMI IN EUROPA PER CONSUMO DI PSICOFARMACI (CNR DI PISA)                                                                                   Li usano per migliorare le prestazioni a scuola e reggere alle lunghe notti in discoteca, per riuscire a dormire dopo aver preso troppi eccitanti o dimenticare la fame rincorrendo magrezze da carta patinata. Ma soprattutto per sballare “legalmente” mischiandoli con l’alcol. Il tutto all’insegna del fai da te, svuotando gli armadietti dei medicinali dei genitori o comprando in rete prodotti che stimolano la concentrazione, l’attenzione, il sonno o l’anoressia.

I dati. In tutta Europa i maggiori consumatori di psicofarmaci non prescritti tra i teenagers (15-19 anni) sono gli studenti italiani. Oltre duecentomila li hanno usati nell’ultimo anno, 395 mila gli under 20 che li hanno provati anche in passato mentre continua a crescere la fetta di coloro che diventano consumatori abituali, che li hanno ingeriti 10 volte o più nell’ultimo mese: sono 43mila, erano 27mila nel 2007. A lanciare l’allarme su un fenomeno in crescita costante, (a parte la cannabis le altre droghe sono stabili), è lo studio Espad italia (european school survey project on alchol and other drugs) condotto dal reparto di epidemiologia e ricerca dell’istituto di fisiologia clinica del consiglio nazionale delle ricerca di Pisa, (Ifc-Cnr).

Medicinali non prescritti. Se il dieci per cento in media dei teenagers italiani ha usato psicofarmaci, la media europea è del 6, a raccontare mercati paralleli, acquisti in rete, farmaci per migliorare prestazioni o compensare l’uso di altre droghe eccitanti. I dati del Cnr raccontano che il 17 % degli studenti tra i 15 e 19 anni hanno almeno una volta nella vita hanno utilizzato psicofarmaci non prescritti, il 9 % lo hanno fatto nell’ultimo anno. Si tratta prevalente di farmaci per dormire, utilizzati durante l’anno dal 6 per cento degli alunni, soprattutto ragazze (8% contro il 4% dei maschi)reggere. Seguono quelli per studiare meglio e più a lungo, per prolungare le notti: sono quelli per l’attenzione e l’iperattività di cui fanno uso il 3 % dei ragazzi. Usano medicinali nati per regolarizzare l’umore il 2,4 % di loro, stessa percentuale per quelli che fanno passare la fame

Italia, allarme depressione: ne soffre 1 persona su 4                                      La depressione interessa 15 milioni di italiani, pari al 25% della popolazione (1 su 4) ed è in crescita costante, visto che nel 2000 i depressi erano “solo” 10 milioni. Sono alcuni dei dati presentati dall’Osservatorio Nazionale Salute Donna .
La depressione colpisce soprattutto il sesso femminile, con un rapporto maschi femmine di 2 a uno.
Secondo Shekhar Saxena del Dipartimento di Salute mentale dell’OMS “la depressione è molto più comune rispetto a malattie temute come l’AIDS o il cancro ed entro il 2030 sarà il problema principale da affrontare per i sistemi sanitari del mondo”. Essa colpisce in età giovanile tra i 18 anni ed i 30 ed il fenomeno acquista il carattere di vera e propria calamità sociale: secondo le stime recenti il 15% dei depressi si suicida.
Per colpa della crisi economica, la situazione è drammaticamente peggiorata. E se prima l’età media di insorgenza della malattia era tra i 20 e i 40 anni, oggi sono in aumento le manifestazioni precoci o tardive (in adolescenza o dopo i 50 anni).

INCIDENZA DEI DISTURBI D’ANSIA                                                                     In un quadro generale segnato da una crescente precarietà economica e lavorativa in cui vertono sempre più i giovani e le famiglie italiane di oggi, lo stress e l’ansia rappresentano una reale emergenza sociale, che minaccia sempre più l’integrità psicofisica e la qualità di vita delle persone.
L’ESEMeD (European Study on the Epidemiology of Mental Disorders) è il primo studio epidemiologico sulla prevalenza dei disturbi mentali effettuato in un campione rappresentativo della popolazione adulta generale italiana e di altri 5 paesi europei (Belgio, Francia, Germania, Olanda e Spagna). In Italia lo studio è stato promosso e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nell’ambito del Progetto Nazionale Salute Mentale.
Dai dati risulta che le donne hanno una probabilità tripla di sviluppare un disturbo d’ansia rispetto agli uomini e che, sono più a rischio i giovani e non sposati, i disoccupati, le casalinghe e chi vive in città.

Nel 2011 la Lidap Onlus (Lega Italiana contro i Disturbi d’Ansia, da Agorafobia e da attacchi di Panico). Nel 2011 i dati riportavano che il 4% della popolazione italiana, (circa 2 milioni e mezzo di persone), soprattutto le donne, soffre di ansia, attacchi di panico e agorafobia. Fino al 2000 i numeri erano nettamente inferiori; dunque, ci si ammala di più.
Ansia e panico non risparmiano nemmeno bambini e adolescenti: i bambini hanno le spalle piccole e dunque hanno una maggiore difficoltà ad affrontare stimoli e situazioni più grandi di loro. Ansia e panico sono disturbi diffusi in età scolare; scuola e sport sono per loro le maggiori fonti di preoccupazione.

Nel 2012 emerge un nuovo scenario: la crisi economica come nuova fonte di stress e ansia. Un quadro disarmante emerge dallo studio dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico, su come gli italiani stanno vivendo questo lungo periodo di crisi. “Delle 500 persone, tra i 18 e i 65 ani di età, che hanno preso parte al nostro sondaggio, l’80 % si è detto preoccupatissimo per l’odierna situazione di crisi che sta vivendo l’Italia– afferma Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente Eurodap – Tra le persone c’è paura, rabbia e in molti casi anche sensi di colpa. I pensieri che costruiamo in questa situazione di allarme, difficilmente potranno essere positivi quando non abbiamo più la speranza”. Solo 3 persone su 10, infatti, credono che inventare qualcosa di diverso sarebbe utile a superare questo brutto momento che sta vivendo l’economia, mentre il resto, purtroppo la maggioranza, non vede possibilità di individuare vie d’uscita per superare questo momento così difficile.

Mentre si discute ormai da tempo della crisi economica globale, meno attenzione è stata rivolta ai suoi effetti negativi sul benessere psicologico delle persone. Eppure l’assenza di sicurezze lavorative e di guadagno, la paura per la sopravvivenza, la mancanza di una reale prospettiva futura ed il generale senso di smarrimento hanno innescato una tensione tale da generare nella popolazione un vertiginoso aumento di ansia, stress, depressione, suicidi ed abusi o dipendenze di vario tipo ( droga,  gioco, alcool, psicofarmaci, etc…) comportando un complessivo peggioramento della qualità della vita.                                                                         
Secondo i risultati dell’indagine “Gli italiani e l’impatto percepito della crisi sulla psiche” condotta nel 2013 dall’ISPO emerge che: il 95% degli intervistati ritiene che la crisi economica e sociale abbiano determinato un aumento delle persone che soffrono di disturbi di vario tipo. Questi dati sono in accordo con quelli emersi nel rapporto Osmed 2014 sull’uso dei farmaci secondo cui gli italiani consumano un numero sempre più elevato di antidepressivi ed ansiositici.
La Calabria è una delle regioni più a rischio d’ Italia in quanto è la regione più povera d’Italia (quella con il Pil procapite iù basso e con il maggiore livello di sofferenze sui crediti totali) ed è inoltre la regione con il più alto tasso di disoccupazione (con un tasso del 59,7%); la situazione economica e lavorativa in Calabria è così grave da avere un “posto d’onore” nella lista nera d’ Europa!

Gli esperti annunciano che la situazione Italiana è allarmante e che, oltre alle politiche economiche e di sostegno sociale, sono necessarie azioni preventive, curative e di sostegno che permettano agli individui di sviluppare il più possibile “resilienza”, ovvero la  capacità di adattarsi alle avversità, affrontarle e riprendersi, uscendone a volte più forti di prima.
Il “Progetto CoSenza Stress” è un programma di educazione alla gestione dello stress, allo sviluppo della resilienza e del benessere psicosomatico e relazionale principalmente attraverso l’utilizzo di modalità esperienziali di provata efficacia ed attraverso la divulgazione di informazioni che permettano alle persone di migliorare il controllo sulla propria salute: ad. esempio tecniche di gestione dello stress e dell’ansia; programmi di comunicazione empatica volti a stimolare relazioni più profonde;  tecniche di gestione dell’ emozioni; informazioni su alimentazione, ecologia, diritti umani, etc…
Lo scopo del progetto è bilanciare le ripercussioni psicofisiche che crisi economica ha sugli individui equipaggiandoli meglio alla gestione dello stress mirando allo sviluppo di una maggiore consapevolezza e di favorire l’innesco di dinamiche di evoluzione sociale, maggiormente volte al mutuo-sostegno, lo scambio empatico e la condivisione.
Possiamo lasciare che la paura e lo smarrimento generato dalla crisi ci continui a logorare oppure possiamo cercare di trasformarlo in una opportunità di crescita personale e di evoluzione sociale.

Presentazione del progetto                                                                                           Il Progetto di Evoluzione sociale e Benessere individuale Co-Senza Stress è una proposta locale che si basa su una considerazione globale: è in atto una crisi mondiale che coinvolge tanto l’economia, la politica e la cultura della società quanto i valori, i principi e le aspettative degli individui. La risposta naturale di una persona di fronte ad una crisi è l’attivazione di uno stato di stress atta a fronteggiare l’evento stressante. Qualora questa situazione di stress non sia risolvibile in nessun modo, alla lunga, l’organismo entra in uno stato di “esaurimento delle proprie risorse” che porta alla patologia oppure alla messa in atto di condotte compensatorie disfunzionali. Vista l’attuale impossibilità di risolvere la crisi attraverso l’eliminazione dei fattori che la causano e considerando l’impossibilità di potersi allontanare da tali fattori, le capacità maggiormente utili per far fronte alla situazione sono quelle che ci permettono di riuscire a gestire dentro di noi lo stress e cercare di attivare condotte compensatorie funzionali. Queste ultime capacità non sono comuni in quanto i nostri sistemi educativi familiari, scolastici e sociali, tendenzialmente, non ci forniscono adeguate competenze interne e relazionali di gestione dello stress e sviluppo della resilienza. A causa dell’incapacità di gestire lo stress, e dell’ impossibilità di eliminarne le cause, si è generato uno “stato di esaurimento delle risorse individuali su scala sociale” che ha determinato fenomeni di disagio di vario tipo. La maggioranza degli italiani ritiene che l’aggravarsi della crisi finanziaria, generando mancanza di sicurezze lavorative e di guadagno, abbia contribuito ad accentuare la condizione di stress, di esaurimento, di disagio psicologico,  di tensione sociale e ad aumentare la diffusione di disturbi psichiatrici. Lo confermano i risultati dell’indagine “Gli italiani e l’impatto percepito della crisi sulla psiche” condotta nel 2013 dall’ISPO e commissionata dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Dipartimento di Salute mentale. Dall’indagine emerge che: il 95% degli intervistati ritiene che la crisi economica e sociale abbiano determinato un aumento delle persone che soffrono di disturbi quali depressione, ansia, abuso di alcool o altre sostanze; il 62% percepisce un peggioramento della situazione economica, rispetto al 53% intervistato nel 2009 ad inizio crisi; il 58% vede il futuro in nero, contro il 31% a inizio 2009; solo il 21% di chi si trova in difficoltà economica si affida subito, o quasi, al medico o ad uno specialista, mentre il 33% non chiede aiuto e risolve il problema da solo. I risultati di tale indagine correlano con i dati del Rapporto Osmed 2014 sull’uso dei farmaci secondo cui gli italiani consumano un numero sempre più elevato di antidepressivi ed ansiositici.
L’impatto della crisi non è però confinato alle persone direttamente interessate, ma coinvolge anche i familiari e l’habitat sociale di chi ne è colpito, diventando quindi un problema della comunità da arginare attraverso interventi mirati alla gestione della salute mentale in senso ampio e non esclusivamente clinico e terapeutico.

Il “Progetto CoSenza Stress” è un programma di educazione alla consapevolezza globale di sé stessi ed alla salute psicofisica, orientato a promuovere una migliore integrazione sociale e fornire nuovi strumenti umani e culturali per superare o gestire in modo funzionale le problematiche del mondo in cui viviamo. Nello specifico verranno proposte tecniche di: mindfulness psicosomatica, di rilassamento/attivazione/scarica, di comunicazione empatica, di respiro, di consapevolezza corporea e di arteterapia. Inoltre il progetto prevede dei momenti in cui verranno passate informazioni riguardo al modo in cui funziona il nostro sistema mente-corpo per comprenderne le logiche di disagio e di benessere; in particolare vengono divulgate informazioni riguardo le neuroscienze, la coscienza di Sé, l’asse dello stress, la Mappa PNEI e i sette sistemi delle emozioni. Questa aspetto educativo include anche informazioni, riflessioni e spunti riguardo ai temi delle relazioni, delle emozioni e delle ripercussioni che queste hanno sulla nostra identità e la nostra visione della vita.
Il “Progetto CoSenza Stress” è un programma di educazione alla consapevolezza globale di sé stessi ed alla salute psicofisica, orientato a promuovere una migliore integrazione sociale e fornire nuovi strumenti umani e culturali per superare le problematiche del mondo in cui viviamo.

Il “Progetto Benessere Globale”                                                                           Questo progetto riprende le basi scientifico-concettuali, le metodologie nonché le competenze ed i materiali del “Progetto Benessere Globale”, svoltosi su scala nazionale tra il secondo semestre del 2013 ed il primo semestre del 2014.

Le finalità educative del “Progetto Benessere Globale” sono di trasmettere delle conoscenze e delle pratiche che, partendo dall’esperienza della “consapevolezza psicosomatica”, possano sviluppare una differente percezione di sé stessi e della relazione con gli altri portando più pace, benessere e consapevolezza nella società globalizzata in cui viviamo.

Il Progetto Benessere Globale si conforma alle direttive internazionali dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Salute – sancite nella Dichiarazione di Alma Ata (1978), nella Carta di Ottawa (1986) e nel rapporto della “European Observatory on Health Systems and Policies 2010” –  che definiscono la salute come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di benessere, che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”.

Il progetto è studiato in modo flessibile e interattivo in modo da essere stato fruibile da un vasto pubblico che ha incluso bambini, adulti e anche persone appartenenti a fasce svantaggiate. Alla base di questo programma educativo ci sono i valori etici universali, le basi scientifiche, mediche, psicologiche e culturali avanzate da scienziati e pensatori negli ultimi decenni per sviluppare nelle persone una consapevolezza globale più adatta a comprendere i bisogni e le sfide di questo momento critico di transizione verso una società globalizzata.

Dal punto di vista medico psicologico il “Progetto Benessere Globale” è un programma di “terapia olistica: per la promozione e diffusione della consapevolezza e del benessere personale per le persone in situazione di disagio sociale” ideato e sviluppato dall’Istituto di Psicosomatica PNEI dell’Associazione “Villaggio Globale” di Bagni di Lucca. La formazione degli operatori abilitati allo svolgimento Nazionale del progetto è stata accettata e finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ai sensi dell’art.12, comma 3, Legge 7 dicembre 2000, n.383, anno finanziario 2012.).

Nel corso dello svolgimento nazionale di questo Progetto il “Villaggio Globale” ha formato 220 tra psicologi, medici, docenti, counselor e operatori, provenienti da tutta l’Italia. Questi professionisti, tra il mese di settembre 2013 e maggio 2014, hanno organizzato e realizzato un totale di 900 ore di “incontri di benessere” in 20 regioni italiane. A questi “Incontri di Benessere Psicofisico” hanno partecipato oltre 2000 persone in tutta Italia, tra cui anche pazienti psichiatrici, carcerati, disabili, anziani, alcolisti e tossicodipendenti. Gli “Incontri di Benessere Psicofisico” sono stati portati e sperimentati anche in scuole di differenti regioni a oltre 500 bambini e ragazzi di tutti gli ordini scolastici. I risultati di questi interventi sono stati valutati utilizzando degli appositi questionari che hanno rilevato un gradimento ed una utilità percepita dai partecipanti mediamente come molto alta.
“Associazione Kirone, Psicosomatica e Crescita Personale” di Cosenza è il centro di riferimento per il sud Italia del Progetto Benessere Globale in quanto il suo il Presidente, il Dott. Giuseppe Pagliaro, è stato uno dei formatori Nazionali. Il “Progetto CoSenza Stress” riprende in toto il Progetto Benessere Globale ed intende promuoverne e svilupparne lo svolgimento nella città di Cosenza motivato dal fatto che la Calabria è considerata tra le Regioni più povere d’ Europa, con il Pil più basso d’Italia ed il tasso di disocupazione più alto. Queste ultime considerazione, sulla base della riconosciuta relazione tra crisi e disagio, ci fanno ragionevolmente ritenere che la Calabria sia una delle Regioni a più alto tasso di rischio sociale ed individuale, di conseguenza una delle terre a più alto bisogno di Programmi di  sviluppo di promozione del benessere, della resilienza e della capacità di gestire lo stress.

Obiettivi generale e obiettivi specifici                                                           L’obiettivo generale di questo progetto è quello di bilanciare le ripercussioni psicofisiche che la crisi economica ha avuto (e potrebbe avere) sulla popolazione equipaggiandoli meglio alla gestione dello stress, mirando allo sviluppo di una maggiore consapevolezza psicosomatica e favorendo l’innesco di dinamiche sociali maggiormente volte al mutuo-sostegno, allo scambio empatico ed alla condivisione.

In modo più specifico, intendiamo fornire alle persone che parteciperanno al progetto, competenze, esperienze e conoscenze che possano promuovere la consapevolezza, il benessere psicofisico, una migliore gestione dello stress, una maggiore resilienza ed una modalità di relazione più empatica. Questo progetto vuole anche essere un intervento mirato all’integrazione ed all’evoluzione sociale, facendo leva sul benessere e la consapevolezza sociale che si può innescare a partire dall’individuo.

Le principali finalità di questo programma sono:

  1. Divulgazione di tecniche di gestione dello stress, promozione del benessere e della consapevolezza psicosomatica: sviluppare competenze pratiche ed efficaci riguardo alla gestione dello stress, al fine di sviluppare uno stato maggiore benessere, maggiore resilienza e maggiore conoscenza di se. In particolare verranno proposte tecniche di Mindfulness Psicosomatica, di Consapevolezza corporea, di rilassamento, di respiro e di comunicazione emozionale (role plaing, bioenergetica, condivisione, inquiry). Sappiamo che lo stress è alla base dei disagi psicologici più diffusi (ansia, depressione, panico, etc…), inoltre è stato dimostrato che lo stress è la causa scatenante o quantomeno la concausa di più dell’ 80% delle patologie fisiche, quindi questo aspetto è uno dei nuclei operativi del progetto.
  1. Educazione al Benessere Globale: divulgare informazioni e consapevolezze riguardo al modo in cui funziona il nostro sistema mente-corpo per comprenderne le logiche di disagio (stress, ansia, depressione, panico, etc…) e di benessere (consapevolezza, empatia, ottimismo, fiducia, etc…). In particolare vengono divulgate informazioni riguardo le neuroscienze, la coscienza di Sé (Edelman, Damasio, Kabat-Zinn, Panksepp 2005), la Mappa PNEI e i sette sistemi delle emozioni (Panksepp, 2011), l’asse dello stress, stili d coping e la relazione tra stress/emozioni e malattia. Questo aspetto educativo include anche informazioni, riflessioni e spunti riguardo ai temi delle relazioni, delle emozioni e delle ripercussioni che queste hanno sulla nostra identità e la nostra visione della vita.
    Anche l’educazione ad una sana alimentazione sarà oggetto di discussione e divulgazione pur non essendo uno degli aspetti più rilevanti di questo progetto.
  1. Educazione alla Società Globale: divulgare informazioni e consapevolezze riguardo alla Globalizzazione e le concomitanti implicazioni psicologiche, sociali ed ecologiche, con particolare riguardo al fatto che ognuno di noi ne è parte integrante e che, quindi, ne è responsabile. La quota di stress sociale riconducibile alla Globalizzazione è uno dei principali catalizzatori di molti fenomeni di disagio sociale in quanto, se non abbiamo adeguati strumenti di gestione, induce a fenomeni di devianza e di violenza auto o etero diretta come tossicodipendenze, fenomeni di razzismo e discriminazione e molti altri. Il fine specifico di questo intervento è passare il messaggio che il Sistema Sociale Globale è arrivato ad un bivio in cui può evolversi o andare inesorabilmente verso il collasso; e che questa evoluzione necessita una trasformazione della coscienza individuale, dei valori e degli stili di vita.

Interventi previsti dal Progetto Co-Senza Stress                                             Gli interventi concreti che CoSenza Stress intende svolgere sono rivolti:

  1. A) Alla cittadinanza di Cosenza dove l’aggravarsi della crisi finanziaria e delle sue ripercussioni, come nel resto d’ Italia d’altronde, ha causato l’assenza di sicurezze lavorative e di guadagno e quindi di sopravvivenza, intensificano casi di esaurimento, stress e sintomatologie ansiose-depressive di vario tipo che ancora non raggiungono livelli psicopatologici.
  2. B) Ad alcune popolazioni patologiche specifiche o a maggiore rischio (giovani, anziani, disabili, tossicodipendenti, etc…).

In particolare il progetto si articolerà nei seguenti interventi:

  • La conduzione di Incontri di gruppo sulla Consapevolezza Globale ed il Benessere Psicofisicoper la promozione /diffusione delle tecniche di consapevolezza e di salute globale orientate alla gestione ed alla prevenzione dello stress, dell’ansia e della depressione, in particolare per le persone in situazione di disagio sociale. Gli incontri sono tenuti da operatori che sono in possesso dell’ Attestato di partecipazione al Corso Intensivo di Formazione di primo o secondo livello per la conduzione di “Incontri di Consapevolezza Globale e Benessere Psicofisico del “Progetto Benessere Globale” rilasciato dall’Istituto di Psicosomatica PNEI dell’associazione Villaggio Globale nel 2013, e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ai sensi dell’art.12, comma 3, Legge 7 dicembre 2000, n.383, anno finanziario 2012). Potranno condurre gli incontri nelle scuole anche gli operatori che sono in possesso dell’ Attestato di partecipazione al Corso Intensivo di Formazione per la conduzione di “Progetto Gaia, programma di educazione alla consapevolezza di sè e degli altri” rilasciato dall’Istituto di Psicosomatica PNEI dell’associazione Villaggio Globale nel 2014, e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ai sensi dell’ 12, comma 3, lett f), legge 7 dicembre 2000, n.383, anno finanziario 2013.); anche psicologi esperti in tecniche di benessere e crescita personale potranno essere ammessi alla conduzione degli incontri. Questi “incontri” potranno avere forme e strutture differenti: corsi di un’ora e mezza a cadenza settimanale e mensile oppure seminari di una mezza giornata a seconda del tipo di settore in cui vengono svolti:
  • Interventi sul benessere e consapevolezza nella Tossicodipendenza: Svolgeremo, nell’arco di tempo di 3 mesi, un ciclo di 6-12 incontri (a seconda dei fondi disponibili) della durata di circa un’ora e mezza, a cadenza settimanale, presso la Fondazione Exodus di Don Mazzi sita a Caccuri.
  • Interventi su benessere e consapevolezza nelle Carceri: Svolgeremo, nell’arco di tempo di 3 mesi, un ciclo di 6- 12 incontri (il numero degli incontri dipenderà dai fondi disponibili) della durata di circa un’ora e mezza, a cadenza settimanale, presso il carcere di Cosenza sito in Via Popilia.
  • Interventi su benessere e consapevolezza sui disabili: Svolgeremo, nell’arco di tempo di 3 mesi, un ciclo di 6-12 incontri (il numero degli incontri dipenderà dai fondi disponibili) della durata di circa un’ora e mezza, a cadenza settimanale, presso il Centro Anfass di Corigliano con pazienti che hanno disabilità cognitive e relazionali.
  • Interventi su benessere e consapevolezza sugli Universitari: Svolgeremo, nell’arco di tempo di 3 mesi, un ciclo di 6-12 incontri (il numero degli incontri dipenderà dai fondi disponibili) della durata di circa un’ora e mezza, a cadenza settimanale, presso il CUS dell’ UNICAL di Rende.
  • Interventi su benessere e consapevolezza sugli Studenti: Questo intervento prevede l’applicazione del Protocollo Gaia così come previsto dal Progetto Gaia del Villaggio Globale di Bagni di Lucca. Il Protocollo prevede 12 incontri della durata di circa 1 ora/1 ora e mezza, è applicabile dai 3 ai 30 anni, con particolare riguardo a scuole primarie, secondarie ed Istituti Superiori di Istruzione.
  • Interventi su benessere e consapevolezza per gli Omosessuali: Svolgeremo 1-3 seminari (il numero degli incontri dipenderà dai fondi disponibili) di mezza giornata per Eos Arcigay di Cosenza.
  • Interventi su benessere e consapevolezza per Bambini e Giovani: Svolgeremo, nell’arco di tempo di 3 mesi, un ciclo di 6-12 incontri (il numero degli incontri dipenderà dai fondi disponibili) della durata di circa un’ora e mezza, a cadenza settimanale a cosenza, presso: la scuola primaria di via Roma e presso il CUS dell’ Università della Calabria (Unical).
  • Interventi su benessere e consapevolezza per gli Anziani: Svolgeremo, nell’arco di tempo di 3 mesi, un ciclo di 3 incontri della durata di circa un’ora e mezza, a cadenza mensile  (il numero degli incontri dipenderà dai fondi disponibili) presso l’ Università della terza età di Casole Bruzio (Cs).
  • Interventi su benessere e consapevolezza per la popolazione: nell’arco di tempo di 3 mesi svolgeremo 3 seminari di mezza giornata più un ciclo di 6-12 incontri (il numero degli incontri dipenderà dai fondi disponibili) della durata di circa un’ora e mezza, ogni due settimane; sia il seminario di mezza giornata che gli incontri di un’ora e mezza verranno svolti presso la sede operativa dell’ Associazione Kirone sita in Piazza Berardi (Cs) e coadiuvati da Associazione Sostegno Amico (Cs) e SiSaf Calabria (Cs).

In questi incontri verranno incanalate, utilizzando canali divulgativi di vario tipo, persone provenienti da diverse estrazioni sociali/culturali/razziali, con diverse difficoltà personali, diverse fascie di età, etc…

  •  Un ciclo di conferenze di presentazione e promozione del progetto nei luoghi di promozione della cultura sociale: librerie, spazi scolastici/Universitari, Associazioni di promozione sociale, Circoli culturali, etc…

Questi incontri, della durata di circa 1h – 1h e mezza, sono sostenuti da video appositamente prodotti ed hanno lo scopo, oltre che di mettere a conoscenza del Progetto e degli incontri esperienziali, anche di fornire informazioni sul funzionamento del sistema mente-corpo e di come salute e malattia sono fortemente condizionati dal modo in cui gestiamo stress ed emozioni. Una parte delle conferenze è dedicata al tema della Società Globale e di come benessere e consapevolezza individuale siano strettamente connessi allo sviluppo di una civiltà più equa, umana e sostenibile.

  • La proiezione di “Olos: il nuovo paradigma scientifico” e di “Globalshift: una nuova coscienza per un nuovo pianeta”  in una sala cinematografica della città ed eventualmente anche in altri posti idonei. Questi sono due film-documentari che riassumono le basi scientifiche, culturali e filosofiche su cui si basa il “Progetto Benessere Globale” ( e di conseguenza CoSenza Stress). “Olos: il nuovo paradigma scientifico” (2010) è disponibile  in lingua italiana, inglese e francese e “Globalshift: una nuova coscienza per un nuovo pianeta” (2012), disponibile  in lingua italiana ed inglese; entrambi questi film-documentari hanno ricevuto il patrocinio dell’UNESCO . Le proiezioni sono seguite da un dibattito sui temi dei diritti umani, della pace, del benessere sociale, della coscienza individuale, della sostenibilità ecologica degli attuali sistemi economici, sulla necessità di un cambiamento individuale per la realizzazione di una evoluzione globale. Lo scopo di queste proiezioni è sovrapponibile a quello del ciclo di conferenze.

Risultati attesi                                                                                                                        Ci aspettiamo che le persone che partecipano al progetto sviluppino maggiore “Consapevolezza Psicosomatica”; che migliorino la loro capacità di gestire lo stress e l’ansia; che sviluppino maggiore resilienza; che abbiano maggiore consapevolezza dei loro schemi relazionali e comunicativi e che, di conseguenza, siano maggiormente in grado di relazionarsi all’altro in modo empatico e responsabile. Riteniamo che lo sviluppare abilità individuali e relazionali di questo tipo concorra a migliorare la qualità di vita di queste persone e di avere una influenza positiva anche su chi si relazione in maniera intima e frequente con loro. Infatti, se è vero che l’impatto della crisi non coinvolge non solo le persone direttamente interessate ma anche i familiari e l’habitat sociale di chi ne è colpito, stesso discorso va fatto anche per il benessere e la consapevolezza che possono “infettare” altrettanto chi ci circonda, ma in modo positivo.

Impatto                                                                                                                                           Il “Progetto CoSenza Stress” potrebbe risvegliare l’attenzione della popolazione Cosentina e dell’amministrazione comunale sull’ impatto che la crisi ha sulla salute dell’individuo e della società al fine di stimolare interventi volti a sviluppare quelle abilità, informazioni ed esperienze utili a bilanciare lo stress generato dalla crisi. Ancor prima di essere un “singolo intervento”, CoSenza Stress intende dare il via ad una serie di iniziative che vadano nella direzione sopra indicata e che coinvolgano sempre più persone e più ambiti possibili al fine di creare una “rete di sostegno sociale” che possa fungere da supporto e crescita, non solo per chi partecipa a questi incontri.

Un altro aspetto importante dell’ impatto che questo progetto potrebbe avere ha a che fare con il fatto che lo stress è alla base di moltissime patologie somatiche e psichiche e quindi la divulgazione di competenze di gestione dello stress potrebbe fungere da fattore di riduzione di questo tipo di patologie.

Dott. Giuseppe Pagliaro

Responsabile Progetto CoSenza Stress e del Benessere Globale a Cosenza     Presidente Associazione Kirone, Psicosomatica e Crescita Personale

 

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